Giacinto Gigante, Il Palazzo del vicerè Pedro Alvarez de Toledo a Pozzuoli, Studio di piante, Ruscello tra rocce e vegetazione, Chiesetta di campagna

Giacinto Gigante (Napoli, 1806 – 1876)

Il Palazzo del vicerè Pedro Alvarez de Toledo a Pozzuoli; 

Studio di piante;

Ruscello tra rocce e vegetazione;

Chiesetta di campagna

Acquerello e matita su carta bianca; 300 x 380 mm

 

Al foglio firmato e datato 1859, Giacinto Gigante affida quattro "appunti" dal vero, privi di annotazioni, nei quali accosta brani di natura a due vedute del paesaggio campano. In queste ultime, l'attenzione è focalizzata su un particolare elemento architettonico che, nel caso del palazzo a due ordini di finestre con l'annessa torre quadrangolare, si può identificare con il palazzo del vicerè Pedro Alvarez de Toledo a Pozzuoli, eretto intorno al 1540. Nell'acquerello il palazzo Toledo appare quasi del tutto privo dell'originaria merlatura di coronamento sostituita, durante il regno borbonico, da un alto muro a difesa del piano di copertura. Intorno al monumento spicca la rigogliosa vegetazione, realizzata con rapidi tocchi di verde rinunciando quasi del tutto all'uso della matita che depone completamente nella definizione della collina sullo sfondo, intuita attraverso macchie di colore cilestrino. Protagonista dell'altro disegno è una chiesa, ripresa probabilmente nello stesso paesaggio intorno a Pozzuoli, la quale sembra ergersi sul bordo di un pendio, dal quale sale un pino marittimo: elemento tipico del paesaggio napoletano dell'Ottocento. Attraverso il consueto tratto leggero della matita Gigante abbozza il profilo della collina, verosimilmente quella di Posillipo, digradante verso il mare; anche in questo caso macchie di acquerello cilestrino limitate alla cima del monte e sfumate per ottenere risultati di "atmosfericità", definiscono la profondità del campo prospettico e testimoniano l'interesse dell'artista per la ricerca di valori cromatici. Il pittore si sofferma su una pianta spontanea che spunta alla base di umidi massi calcarei, e su una piccola cascata che scende tra i sassi rocciosi formando una conca dalle acque appena increspate. Attraverso la scrupolosa analisi della rigogliosa pianticella attecchita sulla roccia, pare di riconoscere la cymbalaria muralis, nota come ciombolino comune o linaria dei muri: una pianta erbacea perenne, dalle peculiari foglie leggermente concave, palmate, dai lobi triangolari arrotondati e appuntiti, originaria dell'Italia e della Dalmazia.