Pittore veneto-cretese, Cristo porta croce

Pittore veneto - cretese del XVI secolo

Cristo porta croce

tempera su tavola; 44 x 38,6 cm

La tavoletta è prodotto significativo intorno alla metà del secolo XVI di quel singolare fenomeno che fu la pittura cretese-veneziana, fiorita soprattutto sui versanti adriatici e nelle isole ionie ed egee politicamente soggetti alla Serenissima o strategici per i suoi traffici mercantili, tra XV e XVIII secolo, i cui epicentri furono Creta e la Comunità dei Greci a Venezia. La tavola è caratterizzata dalla coesistenza di elementi arcaicizzanti con morbidi trapassi chiaroscurali e una penetrazione psicologica che si dimostrano ben altrimenti aggiornati. Il delicato equilibrio tra cristallizzazioni arcaiche della tradizione bizantina e mondo rinascimentale che permea il dipinto è confermato anche dagli accorgimenti prospettici in esso utilizzati: mentre la croce misura lo spazio in cui è collocato il Cristo in primo piano con l’intenzione di dare profondità all’immagine, la fattura bidimensionale del manto, costruito con stilemi bizantineggianti, come i flessuosi tagli neri, interrotti dai ricami in oro che disegnano le pieghe, è un esplicito richiamo alla tradizione antica. Radicata nella tradizione bizantina, l’icona mostra un trattamento dei carnati, soprattutto nel volto, morbido e fuso tale da rinviare a un artista della fertile scuola attiva a Creta o in qualche centro dei versanti adriatici soggetto all’influenza veneziana.