Gennaro Somma, Ritratto di Rosalia Monteleone

Gennaro Somma (Bitonto, 1853 - 1938)

Ritratto di Rosalia Monteleone

Olio su tela; 124 x 77 cm

La bambina raffigurata da Gennaro Somma, del tutto frontale, nel viso dolcissimo e paffuto, con le gambe calzate di bianco, appare ritratta in modo vivido; lo sguardo, rivolto garbatamente ma con intensità espressiva, verso lo spettatore, è penetrante e la posa appare seriosa, nonostante il grazioso sovrapporsi dei piedini che ne rivela l’infantile vezzo. Indossa un raffinato abitino color arancio senza maniche, guarnito sulle spalle da aggraziati fiocchi; impreziosiscono l'abbigliamento la collana di perle al collo, gli orecchini e i bracciali di oro legati ai teneri polsi, monili pregiati pertinenti al corredo di gioielli che i ceti abbienti approntano, soprattutto per le bambine, sin dal momento della loro nascita. Sono, in questo caso, un simbolico riferimento alla vita breve della piccola Rosalia, alla cui tenera età, delicatezza e sensibilità fa peraltro allusione il mazzetto di violette che la bambina stringe nella mano destra. Il cromatismo, tutto giocato sui toni caldi del beige, dell’arancio e del rosso, è ravvivato dai colori intensi del pavimento su cui è un disteso un tappeto a contorno mistilineo campito al centro da grandi peonie rosse. Raffigurate non a caso dal pittore, questi fiori spettacolari rappresentano per la loro fioritura esplosiva, che avviene una sola volta all’anno e per un periodo di tempo abbastanza breve, uno dei più esaltanti spettacoli della primavera. Un legame di parentela univa l'autore del dipinto alla bambina, avendo Gennaro Somma sposato una sorella del nonno di Rosalia, il medico bitontino Francesco Paolo Cannone, del quale il pittore realizzò un ritratto, pendant di quello della consorte, Rosalia Ceglia, entrambi ora in collezione privata. L’opera rivela l’adesione dell’autore al linguaggio della cultura verista napoletana, declinata con uno stile sobrio caratterizzato dalla freschezza della tavolozza pittorica.