Pittore napoletano, Paesaggio con banditi che assalgono dei viaggiatori

Pittore napoletano della seconda metà del XVIII secolo

Paesaggio con banditi che assalgono dei viaggiatori

Olio su tela; 72 x 95,5 cm

Il dipinto s’inserisce nella produzione “di genere” della pittura napoletana del secondo Settecento che riprende scene di vita quotidiana, di solito di carattere popolare, che si svolgono in città o in campagna, sul litorale di Chiaja o di Posillipo o lungo la spiaggia flegrea. Un genere, come osserva Spinosa che, combinando la lucida ripresa dal vero del dato urbano o paesistico con episodi tratti dalla realtà napoletana replicandoli in composizioni diverse, giunse a costituire un vasto repertorio d’immagini tra il folclorico e l’aneddotica popolare che riportò consensi localmente e presso numerosi collezionisti e viaggiatori stranieri.   
Maestro indiscusso di tale genere fu Pietro Fabris (doc. 1756 - 1792), il quale nelle sue vedute seppe ricreare «nella illustrazione di luoghi momenti e aspetti della multiforme realtà partenopea con gli usi e costumi e le tradizioni della gente del luogo[…].». Nel nostro dipinto è illustrato con annotazioni argute e puntuali l’attacco di banditi a un gruppo di sfortunati viaggiatori.         
L'azione narrata si svolge sul far del tramonto nei pressi di un sito cinto da mura in abbandono, costeggiato da una strada che, verosimilmente, conduce alla città visibile all’orizzonte. Sullo sfondo i banditi hanno già teso l’agguato al gruppo di viaggiatori, rapinandoli dei cavalli con i carichi di merci; due banditi, vestiti da gentiluomini quasi certamente per poter bloccare con l’inganno i malcapitati, sferzano i cavalli per allontanarli dalla strada.        
Al centro della scena i viandanti derubati, un uomo, due donne e un adolescente, disperati implorano pietà a due banditi a cavallo, verosimilmente i capi dei malavitosi, i quali, indifferenti alle suppliche e al pianto della più giovane donna, li tengono lontani da un loro “compare” che sta ispezionando il contenuto di un bagaglio.
La cifra che contraddistingue il dipinto è il carattere scenografico dell'impianto descrittivo nel quale gli elementi urbanistici e paesistici, tratti dal vero e tra loro fantasticamente combinati, fungono da fondale per l’ambientazione dell’episodio di realtà quotidiana e popolare, riprese e illustrate come altrettanti “quadri” o momenti della “commedia dell’arte”.