Vito Stìfano, Paesaggi della selva di Fasano

Vito Stìfano (Capurso, 1908 – Bari, 1976)

Paesaggi della Selva di Fasano

Cartella 72 x 53,5 cm; 15 pagine con n. 10 acqueforti; 700 x 500 mm ciascuna

«Innamoratissimo del paesaggio silvano – scrive Giovanni L’Abbate – lo si scorgeva di frequente nei dintorni di Villa Chiara con cavalletto, tela e pennelli intento a dipingere uno scorcio che lo aveva particolarmente colpito». D’estate l’artista era solito trascorrere lunghi periodi nell’abitazione estiva di proprietà del fratello Vincenzo, ed è qui che Stìfano negli ultimi anni della sua carriera si dedica alle dieci acqueforti della raccolta intitolate Paesaggi della Selva di Fasano, fermando sul foglio ogni più piccolo dettaglio della terra tanto amata. «Egli s’impossessa dell’oggetto (case, pali della luce, sassi, macerie, frantumi, calura, vegetazione) – sottolinea Elio Filippo Accrocca nell’introduzione alle opere – che assume toni universali partendo dal particolare. Le sue ‘muricce’ non dividono, ma uniscono, abbracciano la luce di una zona che è familiare, perché scoperta nell’intimo rapporto tra cosa e anima».