Philip Peter Roos detto Rosa da Tivoli, Capretta

Philip Peter Roos, detto Rosa da Tivoli (Sankt Goar, Lower Rhine, 1657 - Roma, 1706)

Capretta

olio su tela incollata su tavola; Ø 11 e 16 cm

Allievo precocissimo in patria del padre Johann Heinrich (1635-1685), specialista in scene pastorali, si formò ad Amsterdam seguendo la tradizione olandese di ispirazione italiana di pittori come Karel Dujardin (Amsterdam, 1622- Venezia 1678) e Nicolaes Berchem (Haarlem, 1620- Amsterdam, 1683). Il suo innato talento gli procurò l’appoggio del Langravo di Hesse il quale sovvenzionò Roos con una somma di denaro per andare a studiare a Roma con l’impegno, che Roos però disattese, di rientrare in patria e porsi al servizio del suo protettore. Nel 1684-85 comprò una casa di campagna a Tivoli, dove si ritirò con la famiglia allevando gli animali che produceva nei suoi quadri. Per questo gli fu dato il soprannome di Rosa da Tivoli. Roos lavorò per molte famiglie patrizie romane, facendo «quadri di stupenda grandezza e bellezza». Nell’ultimo decennio di attività Roos passò da una ideazione dello spazio circoscritto intorno all’animale a una visione del paesaggio più aperta e luminosa. Il piccolo studio mostra la testa di una capretta che nel piglio impettito richiama gli analoghi animali raffigurati da Philip Roos in molti suoi lavori, tra cui spiccano i dipinti di Braunschweig nel Herzog Anton Ulrich Museum.