Ignoto pittore tedesco, Allegoria della guerra

Ignoto pittore tedesco attivo tra la fine del XIX e i primi lustri del XX secolo

Allegoria della guerra

Olio su tela; 76 x 100 cm

Nel fosco scenario di un campo di battaglia si distinguono in primo piano a sinistra i corpi di tre soldati esanimi e accasciati l’uno sull’altro e, a destra, giacente a terra, il corpo impastato di fango e ricoperto di macerie di un altro soldato. Dagli elmi riversi sul terreno o ancora infilati sulle teste dei cadaveri si intuisce la nazionalità tedesca degli uomini. Sullo sfondo tetro e desolato indugia un cavallo bianco cavalcato da un macabro cavaliere il quale regge con la mano sinistra, insieme alle redini, una lampada unica fonte di luce della scena, e impugna con la destra due lance, strumenti di offesa. Sul capo porta il pickelhaube, elmo usato dal 1842 dall’esercito prussiano, indossato soltanto dai corazzieri o da personaggi di alto prestigio politico o militare, sostituito successivamente da caschi più protettivi. La macabra rappresentazione può intitolarsi Allegoria della Guerra poiché lo scenario raffigurato non appare rivestire un significato trionfalistico quanto piuttosto esprimere una valenza ammonitrice sulle conseguenze della guerra, portatrice solo di morte e di distruzione per l'uomo e per il paesaggio. L'ignoto autore del dipinto fa deliberatamente uso di impasti densi e compatti stesi con pennellate rapide e nervose e di una gamma cromatica modulata su tonalità terrose che conferiscono alla scena carattere tetro e realistico. Il dipinto, collocabile tra la fine dell'Ottocento e i primi lustri del Novecento, rappresenta un importante documento storico di un artista che, probabilmente, ha vissuto in prima persona la realtà crudele del campo di guerra.