Giovanni Battista Celio, San Ludovico di Tolosa accoglie una monaca in preghiera

Giovanni Battista Celio (L’Aquila, fine sec. XVI - post 1629)

San Ludovico di Tolosa accoglie una monaca in preghiera

Olio su tela; 67 x 58 cm

Il dipinto è un esempio molto raro di un’opera firmata di Giovanni Battista Celio, un artista abruzzese quasi ignoto agli studi, del quale la letteratura artistica segnala alcuni dipinti eseguiti per L’Aquila, la città che, come conferma l’iscrizione apposta sul dipinto, diede i natali al pittore. San Ludovico è raffigurato a busto intero su uno sfondo occupato a destra da un tendaggio scuro su cui corre l’iscrizione che lo identifica. A sinistra si apre un paesaggio che, introdotto da esili alberi dalla rada chioma, mostra in lontananza una città estesa nella vallata. Il giovane Santo del potente casato angioino indossa abiti vescovili, simbolo della carica di vescovo di Tolosa conferitagli nel 1296 dopo il suo ingresso nell’ordine francescano, di cui fu esponente della cosiddetta ala "spirituale". La corona posata sul tavolo dinanzi al santo allude alla rinuncia, in favore del fratello Roberto, al regno di Francia cui era destinata. Sull’ampio piviale di pregiato tessuto damascato spicca una spilla incastonata di pietre preziose; sul capo, la mitria vescovile è circondata da stelle. Ludovico reca nella sinistra un pastorale il cui ricciolo, dall’elegante disegno, si avvolge includendo un putto alato. Con il braccio destro il santo accoglie una monaca in preghiera. Il dipinto, probabilmente destinato alla devozione privata sembra un prodotto dell’attività giovanile del pittore. In esso si scorgono influssi di cultura tardo cinquecentesca di matrice romana, con generiche tangenze a modelli arpinati nell’evidente eleganza del disegno e nella ricercata costruzione dei panneggi. Nella grazia delle figure dagli incarnati trattati con morbido chiaroscuro e quasi diafani sembrano agire riflessioni sulla pittura senese del Cinquecento mediate attraverso conoscenze romane.