Domenico Caldara, Maddalena penitente

Domenico Caldara  (Foggia, 1814 – Napoli, 1897)

Maddalena penitente

Olio su tavola; 33 x 26 cm   

           
Il dipinto, rara testimonianza di pittura su tavola nel catalogo di Caldara, rappresenta una Maddalena penitente, raffigurata su uno sfondo cupo, l’ingresso di un antro coperto da una fitta vegetazione che lascia intravedere in alto a sinistra una piccola porzione di cielo azzurro. La donna è rappresentata frontalmente a busto intero e indossa un peplo che le lascia scoperti la spalla sinistra e il seno, mettendo in  risalto il candore del giovane corpo, un’immagine a metà strada tra la pittura sacra e quella profana. I capelli inanellati, con riflessi dorati, scorrenti sulle spalle sono il segno più significativo della figura muliebre e ne sottolineano l’identità con la peccatrice evangelica, la cortigiana che a casa del fariseo unge i piedi del Cristo. Una peccatrice redenta poiché lo sguardo rivolto al cielo indica la strada della conversione. Rimarcando l’ossequio dei valori cristiani, l’immagine è in linea con la pittura religiosa d’ispirazione purista in auge sotto il pontificato di Pio IX e assunta quale modello normativo nel progetto ecumenico di decoro intrapreso dagli ultimi Borbone.          
Da annoverare tra le più riuscite prove dell’artista foggiano specialista in soggetti sacri, l’opera è costruita con sicurezza di tocco e grande rigore nel disegno e sembra anticipare gli esiti della pittura pre-raffaelita. In merito alla cronologia del dipinto si propone una datazione intorno al 1850, prossimo al Volto di bambina del Museo Civico di Foggia, alla Madonna datata 1850 dello stesso Museo, alla Contadina in costume del Museo di San Martino a Napoli.