Michele Cammarano, Bosco

Michele Cammarano (Napoli, 1835 – 1920)

Bosco

Olio su tavola; 21 x 11,5 cm

L’innata attitudine all’osservazione diretta dal vero s’impone come prerogativa irrinunciabile di Cammarano nel rapporto con la pittura di paesaggio, manifestandosi già negli studi all’aperto condotti tra il 1854 e il 1855  in compagnia di Nicola Palizzi a Cava dei Tirreni, a Capri e nelle zone più interne e appartate del Regno, mete predilette in quanto, come riferisce l’artista nelle sue Memorie,  «luoghi possenti e selvaggi». Databile ai maturi anni Settanta il Bosco è un brano di paesaggio robusto e sintetico, scaturito dall'osservazione dal vero e non predisposto in studio; il taglio verticale dell'inquadratura è accentuato dal profilo snello dei tronchi degli alberi che ritmano lo spazio scandendone la profondità; sullo sfondo brandelli di cielo. Cammarano si orienta verso una pittura priva di sfumature, facendo uso di pennellate "a toppe" come egli stesso le definiva, rapprese in una pasta densa e grumosa, con una gamma cromatica che varia dai bianchi ai verdi teneri, ai grigi argentati. L'innata attitudine all'osservazione dal vero s'impone come prerogativa irrinunciabile nel rapporto con la pittura di paesaggio.