L'Ottocento

L’ Ottocento è un secolo attraversato da un vasto processo culturale che affonda le proprie radici nel Settecento e che trova il suo punto di partenza nelle mutazioni rivoluzionarie del 1789. Il trionfo della Rivoluzione francese non soltanto determinò il passaggio da una società di stati ad una società di classi, ma spinse l’uomo a prendere coscienza dell’infondatezza insita nel mito della felicità propugnato dalla società del secolo dei Lumi e a intaccare la fede riposta senza riserve dagli illuministi nella ragione e nel progresso.

Vinto e disilluso l’uomo scoprì di essere solo di fronte a sé stesso e alla natura: l’uno e l’altro assursero a protagonisti dell’arte del secolo. L’incertezza del presente, l’inquietudine sempre più profonda dell’individuo affiorarono nella creatività dell’artista, sollecitato a una ricerca continua di forme e interessato sia al passato che a nuovi esiti, precorritori sovente di tendenze future. Il corso discontinuo e variabile delle formulazioni, la mancanza di uniformità e il carattere frammentario della sua evoluzione costituiscono alcune dei numerosi aspetti di questo secolo eclettico.

Nacque in Europa un’arte nuova, l’arte moderna, caratterizzata dalla presenza centrale dell’arte francese, centralità che fu indubbiamente in rapporto al ruolo delle vicende storiche francesi, protagonistico sotto il profilo politico e sociale (radicalismo dei conflitti, universalità degli insegnamenti), e consistè nella costante ininterrotta regolarità con la quale si susseguirono, dalla fine del Settecento fino allo scadere dell’Ottocento, personalità e stagioni artistiche.

L’Italia, frantumata dal Congresso di Vienna, intraprese faticosamente il percorso dell’unità e dell’indipendenza politica. Stringenti i legami che intercorrono tra i processi politici, culturali connessi alla costruzione dello Stato nazionale unitario e ai primi primi decenni post unitari e le diverse stagioni della pittura italiana: si riscontrano non solo nell’iconografia patriottica e risorgimentale che si attestò in connessione ai moti del 1848, ma anche nei caratteri precipui della vicenda pittorica ottocentesca. Vale a dire nel ruolo non marginale che essa svolse all’interno dei diversi strati della borghesia dell’epoca. Consonanza e rapporti che si leggono nello sviluppo della sensibilità romantica che contribuì ampiamente alla formazione della nuova coscienza europea e italiana, promuovendo alcune idee moderne collegate, come nel caso italiano, alle lotte per l’unità e l’indipendenza; nella differenziata attenzione al ‘vero’, sentito come attualità storica, vita quotidiana o oggettività concreta, che propagandosi dalla Toscana dei Macchiaioli alla Napoli di Gioacchino Toma, portò all’elaborazione di inedite espressioni pittoriche che manifestarono nell’iconografia il nesso con i conflitti del 1848 e diedero voce alle aspettative, ai vagheggiamenti, ai sogni dei diversi strati della borghesia e, seppure in modo più indiretto, delle classi lavoratrici urbane e rurali.

Ritratto di donna
Di questo affascinante secolo la collezione Devanna illustra alcuni episodi pregnanti: dal bozzetto, datato 1833, con Scena di naufragio, del caposcuola del romanticismo, Eugène Delacroix, per un’opera non ancora identificata, caratterizzata da un’esecuzione abbreviata e prossima ai risultati delle Donne di Algeri; alla Scena di storia romana di Camuccini, pertinente alla produzione dell’artista rivolta ad illustrare le virtù civili traendole dalle fonti antiche e dalle più recenti interpretazioni moraleggianti; dalla Natura morta di Monticelli, che conferma la figura dell’artista quale anello di congiunzione tra la pittura di Delacroix e Van Gogh, al Ritratto di donna, di Franz von Lenbach, sorretto da rigore formale e cromatico, al Ritratto di gentiluomo con cravatta blu dello svizzero trapiantato a Firenze Antonio Cìseri.

Ritratto d'uomo
Le propensioni verso la pittura meridionale dell’Ottocento italiano, si manifestano nella presenza dello studio del Mario vincitore dei Cimbri di Altamura, del Ritratto d’uomo assegnato a Giuseppe De Nittis, del bozzetto per una scena biblica firmato nel 1873 da Domenico Morelli, infine dei due ritratti del barese Raffaele Armenise.

La sezione presenta inoltre una serie di notevoli e fascinosi paesaggi del primo e del secondo Ottocento napoletano, dall’olio su carta ‘intelata’ di Gabriele Smargiassi, alla gouache firmata di Fergola con il Paesaggio presso Bonea, alla carta ‘intelata’ di Carelli, alle vedute d’atmosfera di Rossano o all’'esterno' londinese di Giuseppe De Nittis, ripercorrendo per intero e nei suoi esiti maggiori le vicende del paesaggismo napoletano, inoltrandosi con i dipinti di Giuseppe Casciaro fino al primo Novecento.