Palazzo Sylos Calò

LA SEDE DEL MUSEO

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Il palazzo nobiliare oggi “Sylos Calò”, inserito nell’Elenco degli Edifici Monumentali d’Italia del 1902 ad opera dell’allora Ministero della Pubblica Istruzione, è situato lungo l’antica via “delli Mercanti” che collegava un tempo la porta urbica principale, porta Baresana, e la Cattedrale, in posizione di testata nell’isolato ai margini del borgo antico che prospetta sulla vasta piazza del Castello (attuale piazza Cavour). Con l’elegante loggia sul fianco nord costituisce, per chi entra dalla porta, il fondale scenico della piazza, spazio civico per eccellenza, già sede del Sedile del Popolo, dalla fine dell’Ottocento fulcro tra la città antica ed il nuovo borgo. Fungono da quinta la chiesa di San Gaetano (1609), i palazzi De Ferrariis-Regna (1586) e Fornella-Ambrosi (1766), il Torrione ed i resti, rinvenuti di recente, della fortezza aragonese.

L’edificio è esemplificativo dell’edilizia civile bitontina del XVI secolo, poi ampiamente diffusa in tutta l’area nord di Terra di Bari. Fedele ad una tradizione costruttiva ancora tardomedioevale, essa interpreta ed utilizza schemi consolidati - corpo edilizio a corte, facciata continua priva di rilievi accentuati, assenza di ordini architettonici sovrapposti, basamento in grossi blocchi in pietra rifinito da una robusta cornice a toro, scarsa sporgenza del cornicione – fondendoli con un lessico propriamente rinascimentale la cui costante è l’uso programmatico di repertori classici. Un portale con trabeazione, rivestito di bugne e lesene a bugnato, e decorato da una coppia di medaglioni con ritratti imperiali di profilo, immette, attraverso un androne lunettato, in un cortile quadrangolare delimitato su tre lati da una teoria di fornici su colonne, che individuano altrettante campate voltate a crociera. Sul cortile si aprono svariati ambienti frammentati in più unità dalle successive destinazioni d’uso (abitativo e commerciale), cui corrispondono aperture altrettanto disomogenee all’esterno dell’edificio. Una scala a due rampe, nell’angolo nord-est della corte immette al piano nobile ove un ampio terrazzo-camminamento, che corre sopra il porticato, collega i vari ambienti superiori costituiti da vani, spesso comunicanti internamente, anche qui frazionati nel corso del secolo scorso da tramezzature posticce, pertanto sostanzialmente privi di specifiche connotazioni architettoniche. Qui dei due soli ambienti con volte a incannucciata, uno conserva una decorazione a tempera con motivi liberty databile ai primi anni primi del Novecento, recante al centro un tondo su tela con l’Allegoria della Storia e perimetralmente una banda a motivi vegetomorfi inframezzata da medaglioni in monocromo con pesaggini e vedute urbane di fantasia, motivi usuali al repertorio decorativo a cavallo tra i due secoli.