Il Settecento

Il patrimonio artistico della Galleria presenta per il Settecento caratteri di eterogeneità, non dissimili da quelli rilevati per i secoli precedenti, strettamente connessi alla genesi della stessa collezione.

San Paolo apostolo
Tra i pittori napoletani è presente Francesco De Mura con due notevoli dipinti: il San Paolo apostolo, già assegnato al suo ambito e con una datazione al 1740, più di recente riconosciuto autografo del maestro e riferito agli inizi del terzo decennio del Settecento, tra le prime testimonianze della sua attività; il San Vincenzo Ferrer, un delicato rametto che documenta i caratteri maturi del pittore, verso gli anni Cinquanta-Sessanta. Pietro Bardellino è l'autore de La fucina di Vulcano, databile tra fine anni Sessanta e primi Settanta. Il San Giovanni di Dio in gloria, già ritenuto dello stesso Bardellino, e di recente assegnato a Giacinto Diano, è in relazione al dipinto di analogo soggetto pertinente alle Storie di San Giovanni di Dio affrescate nel 1764 nella volta del padiglione dell’Ospedale della Pace a Napoli.

Madonna col Bambino


Seguono la Crocifissione con la Madonna, san Giovanni e Maria Maddalena, già attribuita a Francesco Trevisani e di recente restituita Sebastiano Conca, originario di Gaeta, esponente di spicco del barocchetto romano e la Madonna col Bambino, sant’Ignazio, san Guglielmo e l’Arcangelo Michele, di Francesco Narici, studio preliminare per una delle pale d’altare per la chiesa dell’Ave Gratia Plena di Marcianise (Caserta).

 

 

Prezioso e raffinato è il rametto del <> Filippo Falciatore, con un ritratto di gentiluomo nel quale si ritiene di identificare il Ritratto del cantante Carlo Broschi, detto Farinello, virtuoso del canto. Dell’<> Pietro Fabris è la deliziosa gouache con il Fante del corpo dei Micheletti, in sintonia cronologica con le immagini della celebre serie della Raccolta di varii Vestimenti ed Arti del Regno di Napoli che l’artista realizzò nel 1773 e dedicò a sir William Hamilton. La gouache con l’Eruzione del Vesuvio, riferibile a Camillo De Vito, illustra un’eruzione effusiva del vulcano, probabilmente del 1794.

Due opere sono riferite a Corrado Giaquinto, un bozzetto con Mosè che riceve le tavole della Legge e una Madonna (?); Il trionfo del Redentore sul peccato originale, già attribuito al Sozzi, è il bozzetto definitivo per l’affresco nella volta del transetto di San Matteo a Palermo, realizzato nel 1754 dal giaquintesco Vito D’Anna, genero dello stesso Sozzi.

A Tommaso Maria Conca, nipote di Sebastiano, spetta il Riposo nella fuga in Egitto, databile negli anni Settanta; al giovane Mengs è attribuito il San Francesco Saverio e Santi; assegnato alla collaborazione tra Luis Melendez e Lorenzo Tiepolo è il Fanciullo con cesto di funghi e castagne; al riminese Nicola Levoli pertiene la Natura morta con pollo. Siglato con il monogramma del pittore sul retro della tela è il Discoforo di Andrea Appiani, tra i maggiori esponenti del Neoclassicismo. Di notevole interesse è il prezioso dipinto “en grisaille” con Putti davanti ad un’erma, restituito all’olandese Jacob de Wit.

King Lear

Opere di soggetto biblico, mitologico e di ispirazione letteraria e un cospicuao gruppo di ritratti, illustrano, penetrando nel nuovo secolo, la pittura inglese e quella francese: dall’affascinante King Lear del visionario Fussli, all’acquarello con La Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre, firmato e datato nel 1801 da William Hamilton, allo splendido paesaggio con scena mitologica, che identifichiamo con la Storia di Filemone e Bauci, di Gros; dal “ritrattista dell’Illuminismo scozzese” Henry Raeburn, a Thomas Lawrence, ai francesi Gerard e Fabre (1766-1837), allievo di David, fino allo statunitense Thomas Sully.