Il Seicento

Il percorso si snoda intorno ai temi principali - ritratti, nature morte, paesaggi, scene sacre e mitologiche - e comprende autori italiani e stranieri che hanno contribuito all’evoluzione della cultura figurativa europea in un secolo caratterizzato da netti contrasti, espressi in contesti di notevoli cambiamenti. Il “secolo d’oro della pittura” si apre con il Ritratto del Cardinale Benedetto Giustiniani, eseguito da Bernardo Castello e databile intorno al primo quinquennio del secolo. I ritratti successivi, il Ritratto del Cardinale Alfonso Litta assegnato a Ferdinand Voet, il precoce Autoritratto giovanile di Giovanni Baglione e l’Autoritratto di Jan Miel, già aderiscono ad una concezione vicina al significato più aulico del Barocco: gli effigiati sono raffigurati con abiti e posture che sottolineano inequivocabilmente il loro status sociale.

Tra i protagonisti della corrente caravaggesca si segnalano lo Spadarino, cui è attribuito l’inedito dipinto che raffigura una Fanciulla con cesto di uova - forse la figlia del pittore. A Orazio Gentileschi, che conobbe personalmente Caravaggio, è assegnata la piccola tavola, in attesa di conferma attributiva, Madonna con Bambino dormiente. La tavola del Cristo deriso è stata di recente restituita al senese Bernardino Mei.

Sacrificio di Isacco


Tra gli artisti attivi nel Regno di Napoli, si citano un seguace del ‘Maestro dell’Annuncio ai Pastori’, cui è riferito il dipinto di elevata qualità Uomo che legge, databile intorno al 1630 – 1640. Antonio De Bellis, cui è assegnato il Sacrificio di Isacco, databile intorno agli anni Quaranta; Andrea Vaccaro con il rame raffigurante Cristo e la Vergine consegnano a San Nicola di Bari la stola ed il vangelo, siglato in basso a sinistra, databile intorno alla quinta decade del secolo.

La Madonna benedice il figlio alla presenza degli apostoli e delle pie donne
Tra le scene di soggetto mitologico è attribuita a Salvator Rosa - personalità complessa di uomo d’arte e di cultura - ed alla sua bottega l’opera Mercurio addormenta Argo; a Nicolas Poussin, uno dei maggiori esponenti della corrente classicista, è assegnata la tela raffigurante Ninfa e Satiro che beve; un’altra opera riferita al Poussin è l’interessante bozzetto della pala con Il Martirio di Sant’Erasmo eseguita per la Basilica di San Pietro e oggi nella Pinacoteca Vaticana. Segue la bella tela con La Madonna benedice il figlio alla presenza degli apostoli e delle pie donne attribuita a Giovanni Lanfranco e databile intorno al 1620.

 

L’accoglimento in Puglia della cultura figurativa che ha caratterizzato il secolo nelle sue molteplici espressioni stilistiche è documentato dal bitontino Francesco Antonio Altobello cui è attribuita la Presentazione di Gesù al Tempio e dal biscegliese Cesare Fracanzano cui è ascritto invece Il Miracolo di San Domenico Soriano, databile intorno agli anni Trenta, probabilmente coevo al lungo soggiorno barlettano del pittore.

Nell’ambito della pittura di paesaggio si segnala Herman Van Swanevelt detto l’Eremita con il Paesaggio montano con rovine e pastori, firmato e datato (1648). La ‘Natura morta’ è presente, tra gli altri, con la tavola raffigurante Natura morta con pesci, funghi e tartaruga eseguita da Giuseppe Recco databile intorno al 1660 – 1670.

Tra gli stranieri figurano Hendrik Van Steenwijk il giovane, cui sono stati recentemente attribuiti la Cattura di Cristo ed il piccolo rame con Due figure in una chiesa gotica; il franco fiammingo Nicolas Regnier con la tela raffigurante San Sebastiano. Interessante è il bozzetto inedito raffigurante San Pietro liberato dall’angelo, eseguito da Simon Vouet per uno dei dipinti realizzati per il cancelliere Sèguier. Il piccolo rame raffigurante il Martirio di San Sebastiano, attribuito a Francois de Nomè, il pittore di vedute immaginarie ed apocalittiche, conclude l’itinerario pittorico del secolo.